Malattia del corpo malattia dell’anima
10/11/2019
Viaggiare tra i mondi
10/11/2019
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Stati alterati di coscienza

Uno stato di coscienza alterato è la via di accesso all’altra realtà, il mondo degli spiriti da cui provengono Potere e Conoscenza.
L’uomo, fin da tempi immemorabili ha imparato come entrare nel mondo dietro al mondo, ora, ai nostri tempi, la ricerca di un contatto con gli spiriti si fa sentire in numerose forme diverse. L’uomo moderno ritorna al sacro per fuggire a un mondo nel quale non riesce più a orientarsi, in cui stenta a riconoscersi e dal quale sente il desiderio di fuggire. Prima delle religioni, quando ancora la natura ci ospitava come parte integrante del suo sistema lo Sciamano era guida e guaritore della comunità, maestro nel dilatare la propria coscienza, entrava in contatto con spiriti che permettevano di guarire le malattie, indicavano ai cacciatori il luogo dove trovare le prede e ai guerrieri come sconfiggere il nemico. Nella nostra società, questa sapienza torna per indicarci la strada,e guidarci verso la realizzazione del nostro Sogno.

Il nostro stato cosciente subisce cambiamenti continui, alcuni impercettibili e dei quali non ci accorgiamo nemmeno, che scivolano ai lati del nostro cammino: piccole premonizioni, decisioni istintive, sensazioni sfuggevoli. Altri dovuti a eventi che destabilizzano il nostro equilibrio, come la febbre alta, l’assunzione di alcolici o droghe, farmaci, periodi di digiuno e molte altre situazioni volute o meno. Il sogno è certamente l’esperienza di contatto con l’altra realtà che tutti abbiamo vissuto fin da bambini, momento nel quale le regole svaniscono e ogni cosa è viva e in movimento. Tutti abbiamo la capacità, più o meno espressa di alterare il nostro stato di coscienza; la guida giusta è un elemento fondamentale che deciderà le sorti della nostra esperienza, l’altra realtà è un mondo complesso nel quale ci si può perdere e danneggiare. Viaggiare tra i mondi è una vera e propria arte, per cui le esperienze fai-da-te sono vivamente sconsigliate. Nella mia esperienza ho imparato molte tecniche dai maestri di questa e dell’altra realtà per distaccare l’anima dal corpo, in questo articolo voglio trattare, se pur restando in superficie, l’arte di viaggiare tra i mondi.

Innanzitutto, chi viaggia? Che parte di noi si stacca dal corpo e si spinge lontano?
Beh, dipende, nella visione Sciamanica l’Anima viene vista formata in più parti, si parla appunto di Anime e a seconda del modo in cui si intraprende il viaggio sarà una o l’altra di queste parti a staccarsi da noi. Veniamo al punto cruciale, cosa provoca l’uscita dell’Anima? Un buon mezzo, accessibile a tutti è il suono ripetitivo del tamburo. Fin dall’antichità Sciamani cavalcano il loro tamburo che li giuda nell’Estasi, oggi esistono anche cassette registrate del suono di un tamburo, queste effettivamente possono provocare l’uscita dal corpo, ma dovrebbero essere soltanto un palliativo, come ogni cosa il nostro tamburo ha un’Anima, formata dalla pelle dell’animale e dal legno dell’albero con cui è stato creato, ed è questa che ci accompagna . Il tamburo non è soltanto uno strumento, Sciamani risvegliano i loro tamburi e il loro spirito diventa un prezioso aiutante.

L’anima è nel respiro, se lo si controlla, l’anima Ami, il Soffio Vitale che scende in noi con il primo respiro esce dal corpo per viaggiare, tecniche di questo tipo sono spesso usate nella meditazione con il medesimo scopo, ottenere visioni, ma il respiro è più difficile da controllare rispetto al tamburo, richiede esercizio e allenamento che ci permetteranno di migliorare anche il nostro stato fisico.
Un altro metodo molto conosciuto è la danza, il movimento ritmico del corpo portato allo sfinimento è un sistema sicuro per provocare un’esperienza forte, quando le gambe non ci riescono più a sorreggere crolliamo a terra con la gola bruciante e il respiro corto, la caduta e il contatto con la terra ci lanciano lontano e il nostro corpo viene quasi dimenticato mentre l’Anima è altrove.

Il distacco di una parte dell’anima dal corpo avviene per Eccesso o Privazione, finora ho trattato l’Eccesso, di Aria, di Suono e di Movimento, la Privazione è qualcosa che spesso ci risulta meno familiare e soprattutto meno gradito, eppure tutti abbiamo sentito di Gesù che andò nel deserto quaranta giorni e quaranta notti senza cibo nè acqua. I nativi americani durante la ricerca della visione, rituale di passaggio all’età adulta, si recano soli e senza scorte in luoghi sperduti finché non trovano il luogo adatto a ricevere il Sogno, che li accompagnerà nella loro vita. Il digiuno, fatto con coscienza è una pratica che aiuta ad avere buone visioni, ci purifica e rafforza il potere che scorre attraverso di noi. Il cibo non è l’unica cosa che, quando viene a mancare, altera la nostra percezione della realtà, essere privati per un periodo prolungato di stimoli visivi o sonori ci sprofonda in uno stato onirico nel quale le realtà si mescolano fino a renderci difficile vedere il confine. La mancanza di sonno è risaputo abbia effetti dannosi sul corpo e la mente, sebbene anche questo potrebbe essere un valido mezzo per raggiungere il mondo degli Spiriti. Non ho notizia di popolazioni native nelle quali la privazione sistematica dal sonno sia usata per avere visioni o a scopo di cura, anche, se in alcuni casi si tratta di un effetto secondario dell’assunzione in dosi massicce di succo di tabacco verde. Durante la notte infatti l’anima viaggia in cerca di potere, i luoghi e gli spiriti che incontra appaiono nei nostri sogni, privarsi del sonno a lungo ci priva di una fonte di potere per noi essenziale e dei nostri sogni che se ben interpretati sono un grande aiuto nella nostra vita.

Tutt’altro discorso bisogna fare riguardo le Piante Maestro, volgarmente dette piante o funghi allucinogeni. Popolazioni native in tutto il mondo fanno uso, in circostanze rituali separate dalla vita di tutti i giorni, di queste sostanze, il loro utilizzo è limitato, nella popolazione, per la potenza delle stesse e per il lungo cammino necessario a chi volesse stringere alleanza con loro. Le visioni fortissime scatenate dall’assunzione di piante psicoattive sono difficili da controllare e spesso associate a effetti di vomito e diarrea, in Italia le piante maestro sono vietate dalla legge, quindi l’argomento viene trattato brevemente data la difficoltà che si ha nel fare tali esperienze se non in paesi dove queste siano disponibili.

Le piante enteogene, il cui spirito ha stretto alleanza con il popolo da cui viene usata, sono usate inizialmente per forzare i blocchi, per purificare e rendere idoneo il corpo a essere attraversato da un flusso di potere, successivamente, si deve acquisire padronanza delle visioni, pilotarle e non essere trasportati da esse come da un fiume in piena. Sciamani e apprendisti assumono le piante durante le cure per vedere ed eliminare gli spiriti delle malattie, per vedere cose che non possono immaginare e per aumentare il potere. Il vantaggio nell’utilizzo di una pianta psicoattiva sta nel suo grande potere, lo spirito della pianta è una guida che ci protegge e ci presta il suo potere, permettendo viaggi lunghi e potenti.

Chi segue una via Sciamanica impara a padroneggiare l’alterazione della coscienza tramite l’uso di molte delle tecniche de me descritte, con l’aumentare dell’esperienza si acquisisce la capacità di modificare a piacimento lo stato cosciente, permettendoci di vedere il mondo e di interagire con esso in modo completamente differente. Alterare la coscienza è solamente il primo passo, successivamente si trova un ingresso, un luogo di questa realtà che fa da passaggio con i mondi inferiori o superiori, per accedere ai quali in sicurezza avremo bisogno di una guida, uno spirito con il quale abbiamo un legame forte che ci guida e protegge come un animale totem. Il viaggiatore si purifica con fumo di piante che allontanano spiriti cattivi e prepara un cerchio sacro nel quale sdraiarsi o stare seduto, mentre suoniamo il tamburo, o controlliamo il respiro le immagini ci avvolgono e iniziamo il viaggio, da qui in poi per ognuno è diverso, lo scopo e la guida che ci accompagna fanno una rilevante differenza, ma di sicuro il ricordo del nostro primo viaggio, del momento in cui apriamo gli occhi su un altro mondo, ci accompagnerà per tutta la vita.