Percorrere una Via Sciamanica
15/11/2019
Società della plastica
10/12/2019
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La coscienza e il potere

Quando si parla di Potere, ciò che crea, non è possibile ignorare la Coscienza, il conoscere senza informazione. Tutte le Vie, spirituali ed esoteriche, sono giunte alla conclusione che l'uomo è ogni altro essere è attraversato da un flusso di Potere e Coscienza con il quale dovrà un giorno riunirsi, distinguendosi, mescolandosi in esso, ricreandolo.
In parte anche la religione del nostro tempo, la scienza, è giunta a individuare questa coscienza, sbattendoci contro, non potendo spiegarla senza entrare nel campo proibito dello spirito e chiamandola, furbescamente, istinto.

Cosa muove la tartaruga, appena uscita dall’ uovo, verso il mare? Quale forza modella l'evoluzione verso organismi complessi, dando ordine alla semplice selezione?

Abbiamo dato molti nomi a questa forza che crea e dà al contempo una direzione alla vita, in generale, stiamo parlando di Dei. La loro voce, un tempo, era udita anche dall’ uomo che, pur uscendo dall' età dell’ oro, dal ciclo della natura di cui facevamo parte, è attraversato dalla coscienza che crea.
Oggi, vittime del nostro stesso sapere, scontiamo tutti l'errore che costò a Mosè i quarant'anni nel deserto quando rispose “Mosè “ a chi chiese chi trasse acqua dalla roccia. Relegando al nostro interno, come parte di noi, la coscienza che ci attraversa, la voce che gli Dei ci mandano, abbiamo smesso di udirla, diventando schiavi di un idea che ci vede al centro di ogni cosa. Riprendere la strada che porta agli Dei è ritrovare la libertà da noi stessi, dal nostro senso di onnipotenza che ci spinge, nel tentativo di diventare Dio, ad allontanarci dalla coscienza.

Le antiche Vie insegnano come la coscienza, o meglio, le coscienze, non possano essere afferrate e tradotte, espresse a parole ma soltanto vissute, così come non può essere espresso un colore o un sapore se non facendone esperienza diretta. Il contatto dell’ uomo con gli Dei rimane quindi qualcosa di inesprimibile, uno stato in cui si cessa di esistere per essere, in cui l'io scompare e si diventa un tutt' uno con la coscienza che ci attraversa senza poterne trarre informazione.L'uomo dunque come mezzo attraverso cui si manifesta la coscienza degli Dei, il potere che crea e che porta ordine nel mondo e il cui destino è, lungo il percorso delle incarnazioni, fare ritorno.
Più distanti non potevamo finire o, forse, proprio questo ci serviva per ritornare ad ascoltare.

La coscienza però continua a scorrere attraverso di noi e, nel profondo, il messaggio si ripete.

Interessanti sono gli studi condotti su soggetti sotto ipnosi che raccontano di rapimenti alieni assolutamente assimilabili alle esperienze di smembramento che i “rapiti dagli spiriti” narravano agli antropologi già nel secolo scorso. Queste esperienze filtrate dalla cultura di chi le vive mantengono caratteristiche identiche, esseri dalle fattezze simili, spesso provenienti da luoghi precisi tra le stelle, sembrano e ricreano l'essere umano richiamandolo poi alla sua vera origine, le stelle. La vera differenza tra oggi e ieri è che un tempo queste esperiente erano coscienti e integrate nella vita di chi le viveva che ne traeva beneficio e indicazioni, la conoscenza perduta dei popoli vissuti molto prima di noi.

La difficoltà estrema, in un mondo dove tutto è dato e informazione è il tornare in contatto con la coscienza intraducibile, riappropriarsi della voce degli Dei senza poterla in alcun modo spiegare. Questa è la chiave di chi segue una Via iniziatica